Ultimissime

venerdì 27 marzo 2015

Iragna-Giubiasco: ecco cosa è realmente accaduto!



La polizia salva l'arbitro!
Titolo indubbiamente accattivante, perfetto per attirare l'attenzione dei lettori usato da un portale web della Svizzera italiana.
Non importa se ciò non corrisponde a realtà. Non importa se le fonti non sono state verificate. Non importa se in questo modo si getta fango su una società di calcio, su un paese e su persone che lavorano  con costanza e passione per rilanciare una squadra che era sparita dalla mappa del calcio regionale.
In sintesi è questo il pensiero che circola con dispiacere tra le vie di Iragna.
La pagina Facebook della società calcistica sopracenerina è chiara su questo punto.
Ma cosa è quindi realmente successo mercoledì sera durante la partita di Coppa Ticino Iragna-Giubiasco?
Di solito una partita di calcio viene sospesa per decisione dell'arbitro che ritiene non più gestibile la situazione.
In questo caso invece è accaduto l'opposto.
Una squadra ha ritenuto necessario sospendere in modo unilaterale la partita perché non si è più sentita tutelata dalla persona che per definizione deve essere il garante dell'imparzialità.
Le persone interpellate presenti a bordo campo parlano di plateale condotta dell'arbitro che ha preso decisioni volutamente opposte rispetto al chiaro svolgimento del gioco: espulsioni, cartellini gialli, falli e rigori non fischiati o addirittura fischiati al contrario, frasi irriguardose ai giocatori, gesti ironici e di sfottò.
Si vocifera anche di un gesto in cui l'arbitro abbia intenzionalmente fatto capire che la partita per l'Iragna sarebbe finita sicuramente con una sconfitta.
Indubbiamente discutibili alcune decisioni prese dal direttore di gara.
Ad esempio espulsione di un giocatore dell'Iragna per uno scontro di gioco fischiato dall'arbitro e di cui gli stessi avversari si sono presi la colpa. Il direttore di gara però, nonostante l'ammissione ha deliberatamente estratto il cartellino sostenendo che in campo solo lui può decidere.
L'allenatore allontanato dal campo per aver chiesto all'arbitro, come da regolamento, di seguire le indicazioni del proprio capitano in materia di "protesto" (lo scopo del protesto è quello di concedere all’arbitro il tempo necessario per riflettere e, se del caso, per correggere la propria decisione.
Solo il capitano può deporre il protesto, pronunciando la parola “protesto” accompagnata dal motivo della decisione contestata, da deporre prima dell’inizio della gara o prima della ripresa del gioco.
A fine gara il protesto deve essere steso sul formulario apposito e firmato dal capitano in presenza dell'arbitro- Estratto dal sito della Federazione Ticinese di Calcio).
Tale atto, come si evince dalle parole sopra indicate, deve essere effettuato all'interno di una sequenza temporale ben definita. L'arbitro non può rifiutarsi di accettare. E' un diritto delle squadre, consentito probabilmente per evitare casi di errore o di condotta platealmente scorretta.
Qualora lo facesse, come in questo caso, come dovrebbe comportarsi una squadra?
Una domanda a cui è difficile dare una risposta.
Accettare il comportamento dell'arbitro vorrebbe dire accettare indirettamente quello che viene percepito come un sopruso.
Abbandonare il campo può essere invece considerata una sorta di sciopero per manifestare il proprio dissenso?
Difficile dare una risposta immediata.
Questo però è quanto accaduto sul campo.
L'uscita dal terreno di gioco del direttore di gara invece è stata accompagnata da sonori fischi e commenti. Nessuno però ha aggredito o avvicinato l'arbitro.
La luce del suo spogliatoio non è stata staccata.
Sembra che la corrente sia mancata in tutto il settore degli spogliatoi e nel capannone adiacente. Nessun gesto premeditato quindi.
Per quanto concerne i petardi, dalla nostra ricostruzione, emerge che alcuni ragazzini ne hanno lanciati alcuni nel prato vicino alla struttura così come avevano fatto prima della partita.
La decisione dell'arbitro di chiamare la polizia è quindi apparsa ai più veramente
fuori luogo.
In aggiunta, per dovere di cronaca, è opportuno sottolineare che l'arbitro della partita in passato si è già ritrovato in analoghe situazioni.
Ovviamente quanto scritto non vuole giustificare le esagerazioni che si vedono spesso e anche in questo caso intorno ad una partita di calcio.
Il calcio regionale è costantemente teatro di episodi spiacevoli e diseducativi.
Esattamente come lo era in passato, con la differenza che oggi i mass media ottengono più velocemente le notizie comunicandole poi ad una vasta fetta dell'opinione pubblica in breve tempo.
Per cambiare tale trend probabilmente non servono articoli sensazionalistici, ma un'attenta riflessione da parte di tutti gli attori coinvolti nel mondo del calcio regionale. Un'analisi della situazione chiara e lineare per capire le motivazioni e la visione di tutti coloro che amano, a proprio modo, questa disciplina.
Ora la parola passa alla Federazione Ticinese di Calcio che dovrà effettuare le opportune verifiche per far luce su quanto realmente successo.

G.P.
(quanto scritto non vuole essere considerata l'assoluta verità, ma un tentativo di avvicinarsi il più possibile a tale concetto, ascoltando le fonti di entrambe le squadre presenti a bordo campo. Proveremo ora a sentire l'opinione dell'arbitro nella speranza che possa fornire anche la sua versione dei fatti)


Nessun commento:

Posta un commento