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mercoledì 18 giugno 2014

Mondiali 2014: un'occasione persa


Chi ama davvero il calcio non può non provare un velo di nostalgia osservando questa foto perché è l'emblema dello spirito calcistico che pervade ogni bambino che si ritrova con un pallone tra i piedi.
Il calcio è un gioco, ma un gioco serio.
Un gioco che ti emoziona.
Un gioco che ti contagia.
Un gioco che abbatte ogni distanza sociale ed economica.
Perché il calcio è stato, è e deve continuare ad essere un gioco per tutti.
Sia per chi lo pratica, sia per chi lo osserva.
Ed è qui che Brasile 2014 ha fallito.

Questo mondiale era l'Occasione per portare tutti allo stadio e soprattutto per portare lo stadio a tutti.
La FIFA doveva puntare su questo, creando scuole calcio, portando maxi schermi ufficiali nei luoghi più poveri e discosti del paese offrendo alla popolazione brasiliana l'opportunità si sentirsi parte di un sogno. 
Perché il calcio, uno degli sport più belli e diffusi del pianeta, è nato e cresciuto sulle fondamenta create dal desiderio. Quel desiderio che sin da piccolo ti rende Grande grazie alla maglia del tuo campione.
Tu, un pallone e una porta, fatta magari con due sassi, ma che per te è quella del Maracanà che quando giochi con gli amici ti sembra così vicino e reale.
Cara FIFA tu hai questo ruolo; tu devi continuare a far vivere il sogno che pervade ogni bambino del pianeta: quello di poter un giorno vivere l'emozione di un Mondiale. Un Mondiale però di tutti e per tutti.

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