AC Bellinzona: meglio essere antipatici vincenti o simpatici perdenti?

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sabato 24 maggio 2014

AC Bellinzona: meglio essere antipatici vincenti o simpatici perdenti?




PUNTO DI PARTENZA


ACB in II Lega.
Fatto oggettivo, scelta che non ha accontentato tutti, precedente che farà giurisprudenza.
Inutile discutere su una situazione che si basa, secondo la Federazione Ticinese di Calcio, su regole chiare e precise.

SITUAZIONE

Passiamo quindi alla realtà attuale.
Fra circa 3 mesi ripartirà il campionato di II Lega Regionale.
L'ACB ha una nuova squadra dirigenziale e la campagna acquisti, seppur velatamente di nascosto, è già partita da settimane.
Obbiettivo principale quello di contattare e conseguentemente "strappare" i migliori giocatori alle squadre cantonali.

Le basi economiche, inutile nasconderlo, ci sono.
L'importante "massa critica" data dai prossimi abbonati e dagli storici sponsor permette di avere a disposizione un budget decisamente corposo.

REAZIONI
Se la Federazione Ticinese di Calcio è dovuta ricorrere nelle scorse settimane addirittura ad un comunicato ufficiale per palesare la propria impossibilità ad agire proprio contro l'ACB in merito alle sue presunte trattative di mercato, significa che qualcuno si è lamentato dell'operato, a loro modo di vedere scorretto, dei granata (link all'articolo).

PUNTI DI VISTA 
A questo punto sorgono due interpretazioni della situazione.
La prima vede schierati coloro che rappresentano la fazione PRO ACB che sostiene che il Bellinzona, essendo solo di passaggio nel calcio regionale, rappresenta un'opportunità per gli avversari.
Il prestigio del team e l'incasso che porterebbe la sfida interna con i granata sono i punti di forza alla base di tale teoria.

La seconda, al contrario, si domanda innanzitutto se l'ACB stia o meno ricevendo un trattamento di favore.
In secondo luogo sottolinea la sua campagna acquisti "aggressiva", domandandosi quali possibilità sportive potranno avere gli avversari che si troveranno ad affrontare i granata.
I "nomi" infatti che circolano, meno silenziosamente del previsto, nell'ambiente calcistico regionale, sono indubbiamente di calibro elevato.

RIFLESSIONI
Il presunto agire scorretto dell'ACB parte da quale presupposto?
Dal fatto che il pesce grande mangia il pesce piccolo.
Traduzione: chi ha un miglior budget a disposizione può permettersi di proporre ai giocatori condizioni migliori.
A cosa poi corrispondano tali "condizioni" è tutto da stabilire, ma è inutile nascondersi dietro ad un dito.
I calciatori bravi cambiano squadra seguendo spesso queste proposte. L'ambiente e la storia di un club sono infatti importanti, ma non decisivi.
Un solo vero fattore può far decadere tutto il resto: il lavoro.
Quando una società è in grado di trovare un'occupazione ad un giocatore, allora diventa, giustamente, la numero 1.
Occorre però riflettere anche su un altro punto.
Le squadre che oggi si stanno lamentando dell'atteggiamento dell'ACB, come hanno convinto in precedenza quegli stessi giocatori oggi così "appetitosi" per i granata a vestire la loro maglia?

DOMANDE
Quanti di questi nomi illustri corrisponderanno alla realtà?
E qualora ciò avvenisse seriamente, basterà all'ACB giustificare la loro presenza appellandosi al blasone sportivo della squadra?
La Federazione Ticinese di Calcio, conseguentemente, come si dovrebbe comportare?

IPOTETICHE CONCLUSIONI
La verità si trova sempre nel mezzo.
Una storica frase che potrebbe essere presa come spunto per risolvere l'annosa questione.
Con la premessa che il campionato di II Lega Regionale ha toccato livelli decisamente "amatoriali", la soluzione più corretta non potrebbe davvero essere quella di miscelare giovani provenienti dal vivaio granata con qualche nome di livello e di esperienza che desidera indossare sinceramente la storica maglia dell'ACB?



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