Si alza il sipario sulla finalissima

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venerdì 5 aprile 2013

Si alza il sipario sulla finalissima



Tra gli addetti ai lavori i pareri sono discordanti. C’è chi afferma che la sfida finale per la conquista del titolo svizzero tra l’EN Gas & Oil Lugano e Amriswil potrebbe trascinarsi sino all’ultimissimo atto, cioè quasi fino alla fine del mese. Chi, invece, sostiene che i ticinesi ce la faranno in soli tre incontri.
Indipendentemente dalle opinioni, quello che è certo è che si assisterà ad una finale entusiasmante e sicuramente di alto livello, vista la caratura degli attori in campo.
Gara-1 di oggi (ore 18) al Palamondo di Cadempino offrirà allo spettatore attento, ma anche a quello meno attento, un avvenimento che potrebbe portare in casa bianconera il primo titolo nazionale della sua storia, mentre per Amriswil sarebbe il terzo dopo quelli ottenuti nel 2009 e 2010.

La finalissima 2012/2013 è quella più logica, tra due squadre che hanno dominato la scena stagionale, inseguendosi e confrontandosi a livello di risultati sin dal mese di settembre quando in palio c’era già la Supercoppa, vinta per la prima volta dai Dragoni. Lugano e Amriswil, primo e secondo della stagione regolare. Lugano e Amriswil, primo e secondo al termine del torneo dei playoff. Lugano e Amriswil, finalisti di Coppa svizzera, con quest’ultima a tornare a 21 anni dall’ultima volta nuovamente sulle rive del Ceresio. Lugano e Amriswil eliminati entrambi dallo stesso avversario in CEV Challenge Cup, il Galatasaray Istanbul, i primi allo stadio degli ottavi di finale, i secondi ai sedicesimi. Lugano e Amriswil che si sono scontrati quattro volte in campionato, con un bilancio di perfetta parità: due vittorie per parte, al termine di partite intense, anche se – a onor del vero – l’ultima sfida tra le due non fa molto testo, visto che i due allenatori, Motta e Bettello, ne avevano approfittato per impiegare giocatori che solitamente erano ospiti della panchina e per testare nuove manovre e cambiamenti di ruolo.

Da oggi, però, le carte in tavola cambiano per l’ennesima volta, la posta in palio lo impone. I tecnici italiani delle due squadre, Mario Motta per i luganesi e Dario Bettello per i turgoviesi, hanno avuto dieci giorni di tempo sia per preparare al meglio la sfida e oliare i meccanismi in vista dell’importante appuntamento, sia per recuperare i giocatori infortunati o acciaccati.

Secondo il vice-allenatore dei ticinesi Marco Camperi “la serie di finale potrebbe andare alla quinta partita. A mio parere, infatti, l’ultimo incontro di playoff e la finale di Coppa svizzera non contano. Il primo è diventato nel suo sviluppo una specie di test, nel quale è stata risparmiata fatica a parecchi giocatori di entrambe le squadre, mentre nella seconda avevamo azzeccato la giornata, aiutati anche dalla fortuna che aveva avvallato le nostre scelte tattiche”. Per cui, afferma Camperi “se loro manterranno il livello espresso durante il campionato, assisteremo a degli incontri equilibrati e vibranti”. È tuttavia inutile nascondersi dietro ad un dito, se non indossa proprio le vesti del favorito, il Lugano ha però dato una dimostrazione di forza sull’arco di tutta la stagione. “Senza falsa modestia devo ammettere” sostiene perciò Marco Camperi “che a livello tecnico noi risultiamo essere leggermente superiori e siamo in grado di risolvere meglio le situazioni un po’ più difficili che si creano durante la partita. Ma da qui a dire che sarà tutto facile e che siamo favoriti ce ne corre. Come si dice, la “carta” non scende in campo, sono i giocatori a farlo, con tutte le variabili del caso”. Quale sarà quindi la chiave capace di aprire la porta del Paradiso per una delle due formazioni? Sicuramente a fare la differenza sarà la cura dei dettagli e la capacità di sopperire con lo spirito di gruppo le situazioni complicate. “A livello di gioco” continua Camperi “la riuscita o meno della battuta diventa di capitale importanza. Di riflesso, loro, non dovranno commettere errori in ricezione”. Lugano e Amriswil giocheranno come il gatto con il topo e viceversa e a fare la differenza potrebbe essere anche l’abilità nel gestire la pressione. “In questo senso” conclude il vice di Motta “l’esperienza maturata in Europa ci ha insegnato molto”. Staremo a vedere.

Intanto, però, l’EN Gas & Oil chiama ad adunata i suoi tifosi: perché sia una serie avvincente e stimolante, la benzina nel motore bianconero saranno proprio loro. L’unione fa la forza, inutile dirlo.

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