Ai Dragoni la Coppa Svizzera

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domenica 3 marzo 2013

Ai Dragoni la Coppa Svizzera



Berna - Ci sono voluti 21 anni, tre set e ottanta minuti per riportare in Ticino la Coppa svizzera. A riuscirci il meraviglioso gruppo voluto e plasmato dalla premiata ditta Mario Motta/Marco Camperi che sabato nella finale della Wankdorfhalle di Berna ha letteralmente dominato il detentore del trofeo Amriswil. Al termine di un incontro che ha avuto il sapore di una cavalcata trionfale per la qualità di gioco, l’intensità e la perfezione tattica messa in campo dal Lugano, capitan David Hübner ha potuto alzare al cielo la Coppa, che rappresenta il secondo trionfo di una stagione che non si è ancora conclusa. A differenza di sette giorni fa, quando le due squadre si erano affrontate per il 5. turno del playoff che aveva consegnato la vittoria finale ai turgoviesi, a Berna i Dragoni non hanno commesso errori, arrivando – in particolare nell’ultima frazione – quasi ad umiliare l’avversario tanto era evidente la differenza dei valori sul parquet. Dopo un inizio di partita che ha visto la bruciante partenza della squadra di Bettello (3-0), in vantaggio 8-7 anche al primo tecnico, il Lugano ha preso in mano le redini della prima frazione quando al punto del pareggio (11-11) di Manassero hanno fatto seguito i due di Banderò (11-13). Da quel momento in poi, i due punti di vantaggio sono diventati la costante, prima che i bianconeri spingessero sull’acceleratore sul finale con Manassero, Mariano, Aguilera e la schiacciata risolutrice dell’MVP del campionato Felipe Banderò. Il Marcantonio brasiliano suonava la carica per i suoi anche ad inizio seconda frazione (suo il primo punto e l’ace per l’1-3), ma l’Amriswil con Trevisan e Schläpfer siglavano il provvisorio pareggio (6-6) arrivando ancora in vantaggio (8-7) al tecnico. Dall’8-8 firmato da Mariano, il Lugano si è poi ritrovato sull’8-10 grazie a Manassero e Banderò, abili a sfruttare le belle alzate del palleggiatore venezuelano Rodman Valera. Ma a tagliare le gambe ai turgoviesi sono stati i quattro muri vincenti messi a frutto da uno scatenato Jukka Lehtonen, che sembrava volare oltre la rete tanta era la sua elevazione (9-14). Herrera e compagni tentavano di rifare timidamente superificie, ma i giocatori luganesi li punivano sistematicamente con precisione millimetrica, concludendo il secondo set sul 17-25 grazie all’ace di Manassero alla battuta.
Quello che poi si rivelerà il terzo ed ultimo set è stato un vero calvario per gli uomini di Dario Bettello, che non sapeva più che pesci pigliare. In questo senso il 3-8 al tecnico e soprattutto il successivo 5-14 sono più che eloquenti. Manassero saliva in cattedra, aiutato dai fidi Banderò e Mariano: le loro schiacciate annichilivano l’Amriswil, impotente e dal gioco troppo prevedibile per un Lugano formato gigante. La sassata finale del giovane ma brillante Romolo Mariano (15-25) ha dato inizio ad una grande e lunga festa, culminata dalla proposta di matrimonio – con tanto di anello e futuro sposo in ginocchio – indirizzata alla sua Sol da Fernando Garnica, lo sfortunato palleggiatore italo-argentino infortunatosi una settimana fa e al quale i compagni non hanno mai fatto mancare il loro sostegno.

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