FC Ticino? No, il Bellinzona saràil faro del calcio ticinese

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sabato 2 febbraio 2013

FC Ticino? No, il Bellinzona saràil faro del calcio ticinese




Fonte: www.acbellinzona.ch

Il Football Club Ticino è un concetto osteggiato dalla marea di tifosi ticinesi e quindi Gilardi, depositario del marchio, dovrà tenere il logo nel cassetto ancora un po’, forse per sempre. Ma è ovvio che, anche senza riunirle in una sola, le quattro squadre ticinesi in Challenge League hanno vita breve e lo scenario cambierà, assieme al rapporto di forze, nel giro di cinque mesi scarsi. Il Bellinzona andrà in Super League e avrà lo stadio di proprietà con relativi introiti che ne garantiranno la stabilità economica e sportiva per i prossimi centomila anni; il Locarno scenderà in First League Promotion (uau, che nome:

è per rendere più soft il limbo? O per facilitare il lavoro agli scommettitori di Singapore?), da dove potrà davvero diventare un grande club di formazione, in proprio e per conto terzi. Lugano e Chiasso rimarranno in Challenge, rinnovando ogni anno ambizioni sempre meno attuabili, compresa quella di formare una Lega Insubrica con Como, Varese, Lecco e forse Busto Arsizio.
E adesso non dite più che nei Sedasmetri non si osano pronostici o divinazioni. 


Diciamo di più: con la prospettiva di disputare regolarmente le coppe europpe, preferibilmente la Champions League, ci sarà una pioggia di soldi tale che il Bellinzona potrebbe benissimo fagocitare tutto e generosamente mantenere gli altri club, alla Pestalozzi, con tanto di villaggi per i poveri. Forse, per ragioni di sfrenato illuminismo, non ci saranno Bellinzona 2, Bellinzona 3, Bellinzona 4, ma rimarranno i vecchi nomi di Lugano, Chiasso e Locarno, come moniti di un passato tormentato. Maglie e inni non saranno toccati, ma magari una gigantografia di Giulini sotto l’orologio la si imporrà, oltre alla parata annuale. Il Ticino del calcio sarà ricordato nei millenni come l’Unione delle Repubbliche Calcistiche Ticinesi (URCT), che contrariamente all’URSS non ha puntato sull’omologazione ma sulla diversità magnanima, tanto il capo è solo uno (Lui).

In sostanza, se ancora non si fosse capito, il piano è: dominare, conquistare e governare su un regno, il Ticino del calcio, che ha bisogno di uscire dalla barbarie e entrare nella luce del futuro. La Capitale si farà carico di questo luminoso avvenire, avendo cura di mantenere l’ordine e il progresso anche nelle periferie meno fortunate.

Il primo passo di questa cavalcata nell’immortalità è battere il Chiasso, che non ha ancora firmato il trattato di assoggettazione di massima all’Impero Granata e sta scaldando l’olio bollente.

gene

(*)Questa rubrica, creata appositamente dall’ACB, è frutto di una libera espressione e può non riflettere il pensiero ufficiale dell’ACB stessa.

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