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domenica 5 agosto 2012

Bellinzona-Wohlen: il commento del sito granata


WOHLEN – Una valanga di occasioni costruite con alacrità e genio, nessuna colta. Il Bellinzona torna da Wohlen con un interlocutorio zero a zero, pareggio che vale una vittoria quanto a gioco espresso, come una sconfitta per gli sprechi al momento di concludere. Il big-match della giornata sta dentro questa dinamica: Bellinzona all’attacco per 75 minuti, Wohlen per 15, ripartiti nei finali di tempo. Ma in quei 15 ha rischiato di far danni e solo König ha sventato la beffa con tre miracoli, gli ultimi due su Weller negli ultimi cinque minuti di partita.
Raimondo Ponte, a sorpresa, ha schierato il Bellinzona senza un solo attaccante di ruolo. Fuori Magnetti e dentro Güntensperger, con spostamento di Perrier accanto a D’Angelo in mediana, dietro a una linea a tre di fantasisti quali Neumayr, Yakin e Marchesano. Una cosa alla spagnola, con Marchesano a fare il finto nueve. Strana disposizione, ma che ha detto bene, quasi molto bene. Le ragnatele dei tre davanti hanno legato il Wohlen come una mosca e per mezzora, seppur con qualche pausa, i ripetuti attacchi hanno scosso la difesa locale, spaesata davanti al vuoto che veniva riempito. Occasioni: Güntensperger (tiro ribattuto con la mano da Mihoubi), Yakin (tocco di testa con Proietti a miracolare), Neumayr (asta da 25 metri), Marchesano (solo, si gira e tira addosso a Proietti), Güntensperger (tiro a girare, Proietti para ancora). Questo festival in 37 minuti. Poi tre brividi ospiti.
Ripresa, stesso copione: granata a giocare, a creare e a sbagliare, Wohlen rintanato. Occasioni per Marchesano (2), D’Angelo, Bankovic. Magnetti, buttato dentro nell’ultimo quarto d’ora, ha centrato un’altra asta, con tiro in corsa. Subito dopo, cappellata di Proietti, Magnetti ruba palla e tira a colpo sicuro nella porta vuota, ma un piede di Winsauer rovina tutto. Poi ancora Magnetti, a un soffio dalla fine, non riesce a toccare un pallone rasoterra di Bankovic che ha attraversato tutta la porta. Indi, appunto, quelle due rasoiate di Weller rintuzzate da König. E fine dei petardi.
Ci mancava pure di perdere, dopo aver visto fuggire una dopo l’altra palle gol a mazzi, scacciate dalla sfortuna, dall’imperizia e da Proietti, portiere locale che ha vissuto il match come un derby da ex-luganese. Si segna poco o niente, questo è un problema evidente, probabilmente di tipo psicologico. Ma se la sconfitta di sette giorni fa chiedeva di essere superata, il Bellinzona l’ha fatto giocando una bella partita, inventando con un certo genio e dimostrando coesione e duttilità (cambi di modulo in corsa assorbiti senza contraccolpi). Ma come ogni opera che possiede una forte dose di creatività, il rischio sono le distrazioni. In difesa e in attacco sono ancora troppe. Vedremo a Winterthur tra otto giorni se oltre al gioco torneranno anche reti e vittoria.
Ultima annotazione: bentornato a George Ivanishvili, riapparso in campo dopo il lungo infortunio che gli aveva fatto saltare tutto il finale della stagione scorsa. Un esterno come lui, veloce, aggressivo, capace di dribblare e tirare, verrà molto utile alla causa.

gene

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